I Pasdaran, noti anche come Guardie della Rivoluzione Islamica, rappresentano una forza paramilitare fondamentale nel sistema politico e militare iraniano. Creati subito dopo la rivoluzione del 1979, questi “Guardiani della Rivoluzione” fungono da pilastri del regime teocratico, proteggendo gli ideali dell’ayatollah Khomeini da ogni minaccia interna ed esterna.
Origini e fondazione
I Pasdaran nacquero nel maggio 1979 per ordine diretto dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica. In un contesto di caos post-rivoluzionario, con l’esercito regolare sospettato di lealtà verso lo Scià deposto, Khomeini volle un corpo armato ideologicamente puro, devoto alla wilayat al-faqih, la “guardianship del giurista islamico”.
Questa milizia non era solo difensiva: fin dall’inizio, i Pasdaran repressero dissidenti, curdi ribelli e oppositori monarchici. Oggi contano circa 190.000 membri attivi, più una rete di basij, volontari paramilitari che arrivano a milioni in tempo di crisi.
Struttura e potere economico
Organizzati in modo piramidale, i Pasdaran dipendono direttamente dal Leader Supremo, attualmente l’ayatollah Ali Khamenei. Comprendono brigate terrestri, una marina, un’aeronautica e il potentissimo Corpo Quds, dedicato alle operazioni estere. Il generale Hossein Salami ne è il comandante dal 2019.
Oltre al militare, dominano l’economia iraniana: controllano il 20-60% del PIL attraverso società come Khatam al-Anbia, attive in oil & gas, telecomunicazioni e costruzioni. Sanzioni occidentali li hanno resi ancora più influenti, aggirando embarghi con traffici opachi. Questa “economia parallela” li rende un “Stato nello Stato”.
Ruolo nelle operazioni estere
I Pasdaran sono l’avanguardia dell’export della rivoluzione islamica. Attraverso il Corpo Quds, guidato fino al 2020 dal defunto Qasem Soleimani, supportano Hezbollah in Libano, milizie sciite in Iraq, Assad in Siria e huthi in Yemen. Forniscono armi, addestramento e finanziamenti, alimentando il cosiddetto “Asse della Resistenza”.
Negli ultimi anni, tensioni con USA e Israele li hanno resi bersagli: designati terroristi da Washington nel 2019, subiscono raid mirati. Recentemente, dopo attacchi israeliani in Siria, hanno promesso ritorsioni, minando la stabilità mediorientale.
Influenza politica interna
In Iran, i Pasdaran non sono solo soldati: influenzano elezioni, reprimono proteste (come quelle del 2022 per Mahsa Amini) e controllano media e moschee. Hanno sabotato riformisti come Rouhani e sostenuto hardliner come Raisi, morto in elicottero nel 2024. Con il vuoto di potere post-Raisi, potrebbero rafforzarsi ulteriormente.
La loro ideologia sciita twelver li lega indissolubilmente al clero, ma corruzione e nepotismo erodono la base popolare. Giovani iraniani li vedono come simbolo di repressione.
Impatto globale e sanzioni
L’Occidente li considera una minaccia: UE e USA impongono sanzioni per proliferazione nucleare, droni Shahed usati in Ucraina e legami con Hamas. Teheran li difende come “difensori sovrani”. Nel 2026, con Trump tornato alla Casa Bianca, escalation sono probabili.
I Pasdaran incarnano il paradosso iraniano: baluardo contro imperialismo, ma anche freno a riforme. Il loro dominio economico-militare sfida il mondo, rendendoli l'”esercito ombra” che controlla Teheran e oltre.
