Negli ultimi anni il consumo di caffè “to go” è cresciuto enormemente. Nei bar, negli uffici e nelle macchinette automatiche, milioni di persone bevono ogni giorno il loro espresso o cappuccino in bicchieri monouso di carta, spesso considerati un’alternativa più ecologica rispetto alla plastica. Tuttavia, studi scientifici recenti stanno mettendo in discussione questa convinzione: bere bevande calde in bicchieri di carta potrebbe esporci a una quantità significativa di microplastiche.
Il problema nascosto dei bicchieri di carta
A prima vista un bicchiere di carta sembra un materiale naturale e innocuo. In realtà, per poter contenere liquidi caldi senza deformarsi o assorbire il contenuto, questi bicchieri sono rivestiti internamente da una sottile pellicola di plastica, solitamente polietilene. Questo strato serve a rendere il bicchiere impermeabile e resistente al calore, ma è anche la fonte del problema.
Quando il liquido caldo entra in contatto con questo rivestimento, la plastica può degradarsi e rilasciare minuscole particelle nel contenuto. Si tratta di microplastiche, frammenti estremamente piccoli di materiale plastico che non sono visibili a occhio nudo ma che possono essere ingeriti insieme alla bevanda.
Lo studio sulle microplastiche
Uno studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials e condotto da ricercatori dell’Indian Institute of Technology ha analizzato proprio questo fenomeno. Gli scienziati hanno versato acqua calda a circa 85–90 °C in bicchieri monouso e ne hanno osservato gli effetti nel tempo.
I risultati sono sorprendenti: nel giro di circa 15 minuti, la durata media di consumo di una bevanda calda, un singolo bicchiere può rilasciare fino a 25.000 particelle di microplastica in appena 100 millilitri di liquido.
Oltre alle microplastiche, i ricercatori hanno individuato anche tracce di sostanze chimiche e metalli pesanti presenti nel rivestimento dei bicchieri, come piombo, cromo e cadmio, che potrebbero trasferirsi nella bevanda calda.
Se si considera che molte persone bevono più caffè al giorno, l’esposizione potrebbe diventare significativa: chi consuma tre bevande quotidiane in bicchieri monouso potrebbe ingerire fino a 75.000 particelle di microplastica al giorno.
Quali rischi per la salute?
Gli effetti delle microplastiche sull’organismo umano sono ancora oggetto di studio. Tuttavia, diversi ricercatori ritengono che possano rappresentare un potenziale rischio per la salute.
Le microplastiche possono trasportare sostanze chimiche e batteri e, una volta ingerite, potrebbero provocare infiammazioni o accumularsi nei tessuti. Alcune ricerche suggeriscono inoltre possibili legami con disturbi metabolici e con l’insorgenza di alcune patologie, anche se la comunità scientifica sta ancora lavorando per comprendere pienamente le conseguenze di questa esposizione.
Non solo salute: anche un problema ambientale
Il problema dei bicchieri di carta non riguarda solo la salute umana ma anche l’ambiente. Nonostante il nome, infatti, questi contenitori non sono composti esclusivamente da carta.
La presenza del rivestimento plastico rende più complesso il riciclo e, se dispersi nell’ambiente, i bicchieri possono rilasciare sostanze chimiche e frammenti di plastica che impattano sugli ecosistemi. Alcuni studi hanno osservato effetti negativi su organismi acquatici esposti alle sostanze rilasciate dai bicchieri monouso.
Questo mette in discussione l’idea diffusa che il bicchiere di carta sia automaticamente una scelta “green”.
La soluzione? Tornare ai materiali riutilizzabili
Di fronte a questi dati, molti esperti suggeriscono una soluzione semplice: ridurre l’uso dei contenitori usa e getta e preferire materiali riutilizzabili.
Le tradizionali tazzine di ceramica o i bicchieri di vetro rappresentano alternative molto più sicure perché non rilasciano microplastiche quando entrano in contatto con bevande calde. Inoltre possono essere lavati e riutilizzati centinaia di volte, riducendo drasticamente la produzione di rifiuti.
Anche le tazze riutilizzabili da portare con sé – in vetro, acciaio o ceramica – stanno diventando sempre più diffuse nei bar e nei servizi di caffè da asporto.
Un piccolo gesto quotidiano
Il caffè è uno dei rituali più radicati nella vita quotidiana, soprattutto in Italia. Proprio per questo, piccole scelte legate al modo in cui lo consumiamo possono avere un grande impatto.
Scegliere di bere il caffè in una tazzina di vetro o ceramica, quando possibile, significa ridurre sia l’esposizione alle microplastiche sia la quantità di rifiuti prodotti. Un gesto semplice che, moltiplicato per milioni di consumatori, può fare davvero la differenza.